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Titanic, Francesco De Gregori

Miniature Francesco De Gregori  Cr Ce commentaire de la chanson de De Gregori nous a été proposé par Patrice Champalaune (académie d'Amiens). Cette chanson peut être étudiée en complément du travail sur le naufrage récent du Concordia.

Testo della canzone

Titanic, Francesco De Gregori

Écouter la chanson sur Youtube

La prima classe costa mille lire,
la seconda cento, la terza dolore e spavento
e puzza di sudore dal boccaporto
e odore di mare morto.
Sior Capitano mi stia a sentire,
ho belle e pronte le mille lire,
in prima classe voglio viaggiare
su questo splendido mare.
Ci sta mia figlia che ha quindici anni ed a Parigi ha comprato un cappello.
Se ci invitasse al suo tavolo a cena, come sarebbe bello !
E con l'orchestra che ci accompagna con questi nuovi ritmi americani,
saluteremo la Gran Bretagna col bicchiere tra le mani
e con il ghiaccio dentro al bicchiere faremo un brindisi tintinnante
a questo viaggio davvero mondiale, a questa luna gigante.

Ma chi l'ha detto che in terza classe,
che in terza classe si viaggia male,
questa cuccetta sembra un letto a due piazze,
ci si sta meglio che in ospedale.
A noi cafoni ci hanno sempre chiamato
ma qui ci trattano da signori,
che quando piove si può star dentro
ma col bel tempo veniamo fuori
su questo mare nero come il petrolio ad ammirare questa luna metallo
e quando suonano le sirene ci sembra quasi che canti il gallo.
Ci sembra quasi che il ghiaccio che abbiamo nel cuore piano piano
si vada a squagliare in mezzo al fumo di questo vapore, di questa vacanza in alto mare.
E gira gira gira gira l'elica e gira gira che piove e nevica,
per noi ragazzi di terza classe che per non morire si va in America.

E il marconista sulla sua torre,
le lunghe dita celesti nell'aria,
trasmetteva saluti e speranze per questa crociera straordinaria,
e riceveva messaggi d'auguri  in quasi tutte le lingue del mondo,
comunicava tra Vienna e Chicago in poco meno di un secondo.

E la ragazza di prima classe, innamorata del proprio cappello,
quando la sera lo vide ballare lo trovò subito molto bello.
Forse per via di quegli occhi di ghiaccio così difficili da evitare,
pensò : "Magari con un pò di coraggio, prima dell'arrivo mi farò baciare".
E com'è bella la vita stasera, tra l'amore che tira e un padre che predica,
per noi ragazze di terza classe che per non sposarci si va in America,
per noi ragazze di terza classe che per non sposarci si va in America.

Proposta di commento

Introduzione

Dopo il riferimento all’attualità tragica della nave italiana Concordia, un riferimento alla storia, alla grande catastrofe marittima  del Titanic.
La canzone Titanic è tratta dall’album omonimo uscito nel 1982.
Evoca l’affondamento della nave britanica dopo la collisione con un iceberg un secolo fa, nel 1912.

Francesco De Gregori è un famoso cantautore. Le sue canzoni hanno riscosso un grande successo soprattutto negli anni settanta e ottanta.
Il testo ha una forma abbastanza poetica. Notiamo l’uso frequente di rime.
Al centro della canzone c’è la metafora sociale della nave divisa in classi che illustrano le differenze sociali.
L’artista non ha trattato il soggetto in modo drammatico. Possiamo anzi sottolineare il contrasto tra l’evento tragico e la musica particolarmente vivace, l’atmosfera allegra a bordo nella quale De Gregori inserisce un incontro amoroso tra due giovani passeggeri che appartengono a due classi sociali opposte, idea che sarà ripresa nel 1997 dal regista del film omonimo di Cameron.
L’unica allusione al disastro è un elemento ricorrente : la parola « ghiaccio » che appare nelle prime due strofe e nell’ultima però sempre in contesti molto « positivi ».
La canzone sarà l’occasione di evocare l’emigrazione italiana a quell’epoca.

Prima strofa

Lessico da spiegare : lo spavento, il boccaporto, il cappello, il ghiaccio, fare un brindisi

  1. Qual era il mezzo di trasporto pubblico dell’epoca per i lunghi viaggi ? (→ la nave a vapore) e oggi ?
  2. Quante classi ci sono a bordo ? 
  3. Qual era allora la moneta italiana  ?
  4. A quale classe appartiene la persona che parla ?  (→ È un uomo ricco : dice di volere viaggiare in prima classe / spera di cenare alla tavola del Capitano / ha fatto un giro dei negozi nella capitale della moda Parigi dove ha comprato un cappello alla figlia)
  5. Come immagina il viaggio in terza classe ? (→ È un luogo malodorante con passeggeri poveri che soffrono. Bisogna sottolineare il contrasto nelle condizioni di viaggio : i ricchi che viaggiano in prima classe fanno « una crociera », vogliono visitare il « nuovo mondo », hanno una cabina lussuosa).
  6. In quale paese si sono imbarcati ? (→ in Gran Bretagna) 
  7. Dove vediamo che l’atmosfera a bordo è allegra (→ c’è l’orchestra che suona / fanno un brindisi « tintinnante »)
  8. Come possiamo interpretare l’espressione « viaggio mondiale » ? (→ A quell’epoca attraversare l’oceano per andare nel « nuovo mondo » era il sogno di tutti, i passeggeri erano di tutte le nazionalità).

Seconda strofa

Lessico da spiegare : la cuccetta, i cafoni, squagliarsi, l’elica

  1. Che tipo di passeggero parla ? (→ un ragazzo povero in terza classe)
  2. Soffre delle sue condizioni di viaggio ? Sono fatte di « dolore e spavento » come lo immaginava il signore ricco ? (→  no, al contrario la cuccetta gli sembra « un letto a due piazze », « ci si sta meglio che in ospedale », « qui ci trattano da signori »).
  3. Perché fa questo viaggio in America ? (→ Non è un turista, è un italiano povero della campagna che emigra = cf gli ultimi versi « per noi ragazzi di terza classe che per non morire si va in America »).
    NB : → È  l’occasione per parlare di questo fenomeno sociale di massa che comincia a colpire il meridione in quel periodo.
  4. Come viene descritta la sua vita  passata (si sentiva umiliato cf « a noi cafoni ci hanno sempre chiamati », era costretto ad andare a lavorare nei campi anche col brutto tempo mentre sulla nave si sente libero di muoversi come gli pare).
  5. Che cosa gli piace fare durante la notte ? (osservare « questo mare nero come il petrolio » e « ammirare questa luna metallo »).
  6. Dove vediamo che anche la sua mente viaggia ? (→ associa i suoni del presente « le sirene che suonano » ai rumori della campagna al mattino « il gallo che canta »).
    NB : oppure  siamo nel mondo del sogno e le creature della mitologia marittima, cioè le sirene, lo accompagnano verso il nuovo mondo e il loro canto gli annuncia una nuova vita come il gallo gli annunciava un nuovo giorno ?
  7. Quale metafora suggerisce l’idea che il ragazzo ora comincia a sentirsi felice ? Forse era triste di lasciare il paese natale « ci sembra quasi che il ghiaccio che abbiamo nel cuore / piano piano si vada a squagliare »).
    NB : adesso parla di "vacanza".    
  8. Quale parola indica che la nave è lontana dal continente europeo ? (« in alto mare »)
  9. Quale espressione descrive il movimento continuo della nave ? ( « e gira gira gira gira l’elica »)

Terza strofa          

È l’occasione di valorizzare il contributo italiano nella storia della scienza moderna con la figura di Guglielmo Marconi, illustre scienziato che inventò il primo sistema di comunicazione di telegrafia senza fili.

Lessico da spiegare : il marconista

  1. Cosa dice il testo dell’attività del marconista sul Titanic ?  (« comunicava tra Vienna e Chicago in poco meno di un secondo » / « trasmetteva (…) e riceveva messaggi »).
  2. Quale verso suggerisce l’ammirazione dei passeggeri per quella nuova tecnologia avanzata dell’epoca ? (« le lunghe dita celesti nell’aria » = sembra la descrizione di un prodigio)
  3. Dove vediamo che l’atmosfera a bordo era particolarmente allegra ? (« riceveva messaggi di auguri in quasi tutte le lingue del mondo », « trasmetteva saluti e speranze per questa crociera straordinaria »)
    Ricordiamo che si trattava del viaggio inaugurale del Titanic. Era un viaggio « mediatico » perché la nave rappresentava la massima espressione della tecnologia navale ed era il più grande e il più lussuoso transatlantico del mondo.

Quarta strofa

  1. Chi sono i protagonisti in questa strofa finale ?
  2. Dove vediamo che la ragazza è felice stasera ? (→ È contenta di portare e di mostrare il suo nuovo cappello elegante »)
  3. Che cosa la rende ancora più felice ? (→ Si innamora subito del ragazzo povero)
  4. Perché le piace subito ? (→ Ha uno sguardo particolarmente irresistibile)
  5. Che cosa pensate della metafora « occhi di ghiaccio » ? (→ È piuttosto insolita. Generalmente in un contesto simile si dice il contrario, tipo avere « il fuoco negli occhi, avere uno sguardo di brace, fare gli occhi dolci… »)
  6. È la terza volta che l’autore usa la parola « ghiaccio ». Ritrovate gli altri contesti. Che cosa possono suggerire quest’insistenza e l’espressione « occhi di ghiaccio così difficili da evitare »? (→ allusione alla collisione con l’iceberg)
  7. Qual è allora l’unica preoccupazione della ragazza ? (→ sapere se potrà farsi dare un bacio prima dell’arrivo in America) 
  8. Per quale motivo il padre la porta in America ? (→ per trovarle un fidanzato)
  9. Finisce in un tono drammatico la canzone ?

Conclusione

Francesco De Gregori non ha voluto fare una canzone triste sulla tragedia del Titanic. Ha preferito fare del transatlantico più famoso della storia della navigazione una metafora della società, delle sue divisioni e tensioni, una metafora delle migrazioni dell’umanità e dei suoi destini più diversi, tra quelli dei turisti in cerca di piaceri oppure degli emigranti in cerca di lavoro.
NB : Possiamo ricordare che, un anno dopo, nel 1983, il grande regista Federico Fellini nel film « E la nave va » evoca una società che si dirige verso il disastro con la metafora di un viaggio in piroscafo con una comitiva spensierata a bordo.